corsi teatrali > Scuola di Specializzazione

SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE 
Responsabile: Federico Palombarini

 

Premessa

La scuola, nel progetto Belleville 2.0, si rafforza, evolve, raddoppia!
Belleville, dopo essere stata la prima Associazione locale ufficiale in Italia a nascere nell’ambito dell’improvvisazione teatrale, aver fondato il primo movimento amatori (1993), aperto altre sedi (1995), organizzato una rassegna professionisti per la RAI TV (1998), è pioniera di un altro grande progetto nell'ambito dell'improvv. teatrale e del teatro brillante: una scuola biennale di SPECIALIZZAZIONE! (2009!)

L’obiettivo è quello di offrire agli associati la possibilità, terminato il percorso della scuola di BASE di due anni, di proseguire il proprio iter formativo accedendo ad un percorso di SPECIALIZZAZIONE, pensato per aumentare la qualità e la preparazione del gruppo amatori in particolare.

Si tratta di una scuola di teatro che

- deve in breve tempo venire riconosciuta dalle istituzioni, dai cittadini, dai media, dalla rete, con il rilascio di un vero e proprio diploma/attestato:

- chiede maggior impegno in termini di tempo ed energie per approfondire maggiormente l'iter formativo, ed integrarsi ad uno spettacolo che possegga un livello artistico più alto; 

- si apre anche ad insegnanti esterni a Belleville, che fanno parte del mondo dello spettacolo, anche al fine di rompere quel perverso meccanismo di autoreferenzialità che da anni pervade l’associazione;

- affronta e approfondisce tecniche teatrali e attoriali che permettano all'allievo di divenire un attore più completo e in grado di affrontare un repertorio teatrale più ampio e eterogeneo; 

- contamina e si fa contaminare attraverso lo scambio con altre scuole di teatro, artisti, spettacoli, altre arti.
 

 

 

1° ANNO SPECIALIZZAZIONE (da ott 2009)

Avranno accesso a questo 1° anno tutti coloro che hanno terminato il biennio base d’improvvisazione, compatibilmente con la loro disponibilità e volontà ad impegnarsi in questo nuovo percorso.
Il corso avrà cadenza settimanale e si aggiungono 4 stage obbligatori da effettuare durante i week-end nell’arco dell’anno, da scegliere tra diverse proposte attraverso un "piano di studi" che verrà comunicato alla direzione didattica all'inizio dell'anno.

 

CORSO SETTIMANALE
Il corso settimanale approndirà l'improvvisazione teatrale e in particolare alcune tecniche legate a quattro aree tematiche: teatro, cinema, televisione, radio; per elaborare più nello specifico le tecniche e i linguaggi specifici di queste discipline, per poterli utilizzare nell’improvvisazione.
Una delle quattro lezioni mensili sarà dedicata all’allenamento finalizzato agli spettacoli che l’associazione produce (campionato Impro' amatori).
Gli insegnanti per l'anno 2009-010 saranno Marianna Valentino e Lara Mottola per la sede di Bologna (lunedì), Matteo Calzolari e Lara Mottola per la sede di Ravenna (martedì).

 

STAGES
Gli stage sono stati coinvolti attori e registi esterni a Belleville, nell’ottica sia di ampliare le competenze sia di aprire l’associazione al mondo teatrale.
Le materie proposte: autoregia, scrittura comica, corpo e movimento, ascolto, linguaggio del corpo e psicologia del personaggio e delle storie nell'improvvisazione teatrale, recitazione in scena e davanti alla telecamera, commedia dell'arte, .
INSEGNANTI (hanno aderito al progetto, ma periodo ancora in via di definizione):
Giuliana Musso, Federico Basso, Francesco Brandi, Cristiano Falaschi, Javier Cura, Roberto Turchetta, Antonella Questa, Silvia Paoli, Omar Galvan, Luca Gnerucci, Antonio Contartese, Fabio Mangolini.

Tutti gli stage saranno della durata di 1 we, tranne quelli quelli proposti da Francesco Brandi (LAC, Laboratorio d'Arte Comica, 7 we + spettacolo su testo) e da Cristiano Falaschi (il giovedì, da ottobre a maggio + spettacolo su testo). Questi ultimi 2 percorsi possono essere scelti in alternativa agli stage in aggiunta al corso base.

Si cercherà per le sedi di Bologna e di Ravenna di seguire lo stesso programma, sia per il corso settimanale sia per gli stage.


ACCESSO AL 2° ANNO DI SPECIALIZZAZIONE
Quest'anno il percorso è unico, ma dal prossimo anno nascerà il 2° anno di specializzazione e vi accederà chi verrà "promosso" dal comitato giudicante (direzione artistica generale + docenti + direz amatori) alla fine del primo anno (giugno 2010). Per gli altri invece ci sarà la possibilità di ripetere l'anno, scegliere altre proposte di Belleville, associarsi semplicemente oppure non associarsi.

 

 
 

DETTAGLI STAGES

 

AH AH AH CERCASI BATTUTA

Federico Basso (www.federicobasso.com)

    Vita, morte e soprattutto miracoli di una battuta.
Analizzeremo i metodi di scrittura, le regole per la creazione, le tipologie e applicazioni nei vari
campi: dal cabaret alle vignette, dagli sketches ai biglietti d’ auguri, dalle sitcom alle magliette.
Perche’ spesso e’ piu’ facile scrivere una battuta che una presentazione accattivante per uno
stage.

 

 

BATTUTE ALL’IMPROVVISO

Antonella Questa (www.antonellaquesta.it

    Il laboratorio permetterà in maniera ludica di appropriarsi delle tecniche fondamentali dell’improvvisazione teatrale dando modo ad ognuno di sperimentare le infinite possibilità che abbiamo per costruire personaggi, battute e situazioni comiche.
Il lavoro sarà incentrato particolarmente sullo sviluppo dell’Ascolto e della Disponibilità in scena dell’attore nei riguardi dei compagni e di sè stesso. Un lavoro di apertura per superare quelle barriere che ci impediscono di esprimere al meglio le nostre capacità di fantasia e di osservazione, fondamentali nel lavoro teatrale. 

 

 

AUTOREGIA

Giuliana Musso

Un percorso di analisi del testo e delle azioni dei personaggi che fornisce agli allievi gli elementi di base necessari ed indispensabili per affrontare una prima composizione scenica originale ed autonoma.

La regia teatrale oggi è sempre più spesso ripiegata su se stessa, estetica, concettuale, lontana delle esigenze degli interpreti, incapace forse di sviluppare le risorse degli attori i quali, spesso abbassati a prestatori d’opera, pezzetti di un ingranaggio formale schiacciante, si ritrovano poi a dover affrontare problematiche “di palco” molto concrete senza altro supporto che la loro esperienza.

Ecco allora i tanti spettacoli in cui attori di evidente sensibilità e talento non arrivano a cogliere il cuore vivo dell’opera, il senso stesso del loro agire sul palco.  Sarebbe più che mai utile riformare il ruolo dell’attore riportandolo alla sua origine di teatrante a tutto tondo, guitto o commediante o attor drammatico, consapevole di ogni suo mezzo espressivo e compositivo, capace di analizzare un testo, di compiere scelte interpretative e di passare con lucidità e pragmatica dalla parola scritta all’azione scenica. 

Testi di riferimento:
Cavalleria rusticana di Giovanni Verga
L’uomo, la bestia, la virtù di Luigi Pirandello
Caccia al lupo di Giovanni Verga

 

2a eventuale proposta
LABORATORIO DI NARRAZIONE
Il narratore non è necessariamente un attore ma ha sicuramente una storia da raccontare e un motivo per farlo.
Così come l’attore che racconta storie non sempre è un narratore, nonostante abbia numerosi strumenti per narrare: voci strane, gesti affascinanti, il guizzo sorprendente del commediante. 

Quando (e non è così difficile che succeda) le due figure diventano una, allora un racconto può diventare spettacolo.

Il laboratorio affronta gli elementi di base che compongono la narrazione teatrale: tecniche di composizione drammaturgica, attitudine del narratore, recitazione applicata al racconto.

Per farlo gli allievi useranno frammenti di narrazione autobiografica che verrano elaborati drammaturgicamente e utilizzati come campo di prova.

 

 

 

DOVE - SEMINARIO PER ATTORI E DANZATORI

SILVIA PAOLI

Nell’affrontare un lavoro teatrale, di qualsiasi tipo esso sia, abbiamo bisogno di un punto di partenza; questo anche nella vita di tutti i giorni, dallo svegliarsi allo scegliere cosa indossare o dove andare.

Sembra forse qualcosa di ovvio, se non addirittura scontato, ma la cosa mi fa riflettere, trattandosi di una scelta che condizionerà poi il nostro cammino nella direzione che più o meno consciamente abbiamo preso.

Il terreno in cui mi piacerebbe avventurarmi nel proporre questo seminario è dunque qualcosa di fragile ed estremamente personale, è quel dove, quell’ancoraggio necessario per poter partire, una base sensibile a cui poter fare ritorno, un appoggio, una risorsa a cui tornare.

Si tratta di un lavoro che  suggerisce delle possibilità, delle aperture creative, ed essendo il nostro primo ed unico strumento il corpo, a lui si rivolge e lui tocca, cercando di far leva non sugli aspetti performativi ma su quelli sensibili e paradossalmente più semplici così difficili da ricordare: provare a togliere tutto quello che non ci serve e liberare degli spazi che normalmente ci neghiamo.

Le giornate di studio prevedono un lavoro fisico mattutino, dove affronteremo un training di riscaldamento e un lavoro creativo a partire dal “movimento”; nel pomeriggio ci concentreremo invece sullo studio del personaggio, sulla creazione di situazioni teatrali a partire da testi che i partecipanti potranno liberamente scegliere.

E’ quindi necessario avere un testo a memoria, di qualsiasi natura (poesia, pezzo teatrale, narrativa o altro) e una canzone prediletta.
Indossate abiti e scarpe comodi per il lavoro fisico. Si possono inoltre portare costumi e accessori per la costruzione del personaggio, nel caso si ritenga necessario.
Un utile punto di partenza sono anche immagini di quadri o statue, meglio se a figura intera o ritratte in movimento.

 

 

 

RECITAZIONE DAVANTI ALLA TELECAMERA

Roberto Turchetta

I WE:    - Presentazione dello stage nelle sue finalità: introduzione generale alle modalità del recitare e in particolare del recitare davanti ad una telecamera.
           
- Cos’ è il recitare? [parte teorica]
L’attore è un atleta del cuore:
L’attore e la seduzione: come prendere l’attenzione.
L’attore conduttore d’emozione: come portare l’attenzione.
L’attore e il margine dell’imprevisto: come lasciare andare l’emozione (fondamentale nella recitazione cinematografica).
Il qui ed ora.

- To be or not to be? [parte pratica]

La pre-espressività che ci fa già essere ancor prima d’aver creato un personaggio e d’aver iniziato ad agire. Presentazione delle varie tecniche extraquotidiane che distinguono lo “stare in vita” dallo “stare in scena”.
Recitare è tensione tra due opposti. Cos’è una azione?

Esercizi. [Visione di un frammento de The Deer Hunter]
Il mio corpo non è un fardello. Ogni movimento del corpo è un segno e va misurato. Esercizi.
La mia voce deve viaggiare:
trova la tua voce
la fantastica esperienza del diaframma
le parole son proiettili
batti la finale
Esercizi relativi.

- Recitare a Teatro e Recitare davanti ad una telecamera.
Il vero e il verosimile: questione di distanze [come la distanza percettiva crea differenze tra i due mezzi espressivi].
Ripetizione teatrale [ogni sera salgo sul palco e ripeto, affino, maschero, miglioro e resisto al tempo] e performance cinematografica [mi spoglio di tutto  per cogliere l’attimo perfetto di verità].
Non sento il pubblico ma la macchina [a teatro godo delle reazioni del pubblico che mi servono per capire la mia performance; nel cinema sono solo con me stesso e cerco quell’ intimità speciale che mi leghi ad un pubblico immaginario.].
Stare nell’inquadratura e nel boccascena [facilità nell’attrarre l’attenzione nel primo piano e rischi; peripezie coreografiche dello stare dentro una inquadratura].
Il cinema è dei registi, il teatro degli attori [esperimento Kulesov: i contrasti li crea il regista non l’attore]. L’attore deve affidarsi totalmente. [Visione di un frammento di The Last Tycoon]

- Esercizio: 5 minuti a testa davanti alla telecamera: la storia della mia vita  e commenti. [Visione dell’ inizio de La Ragazza sul Ponte]

- Costruzione di un personaggio:
Da dove parto? L’attore imita e inventa il mondo attorno (tradire e tradurre).
Cos’è la prospettiva (punto di vista sul mondo, il motore del personaggio),
Il personaggio è sintesi:
Cosa sono i difetti (gli elementi che distinguono il personaggio dalla gente “vera”. Se non ha difetti è generico. Il difetto è ciò che ci distanzia e ci permette di ridere o piangere del personaggio),
Perché e come bisogna “esagerare” il proprio personaggio (l’esagerazione amplifica la distanza su cui è costruita la premessa del personaggio),
Perché e come bisogna avere pudore davanti alla macchina. Il personaggio sporca meno di un essere umano.
L’umanità del personaggio (la qualità del personaggio che lo avvicina al pubblico.).

- Homeworks:
Costruisci il personaggio di te stesso per un’altra intervista.
Impara a memoria una scena di un film (Kramer vs Kramer o Pulp Fiction o Il Grande Freddo o altro).

Momenti dedicati a girare, rivedere e commentare la scena preparata (master, campo e controcampo) e a rifare 5 minuti a testa davanti alla telecamera: la storia della mia vita  e commenti.

 

 

 

SE MI GUARDI MI SENTI E SE MI SENTI MI VEDI
Luca Gnerucci - Teatro A Molla

La scena di un’improvvisazione è come plastilina da plasmare per far uscire qualcosa di unico!
Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo giocato con la plastilina o con la creta, costruendo cose o personaggi per i nostri giochi.

E’ bello vedere che, da una palla di gomma, si riesce a tirar fuori una casa, oppure Ufo Robot.
La plastilina a cui abbiamo giocato da piccoli è però molto differente da quel “gioco” che è l’Improvvisazione.

Quando eravamo piccoli giocavamo da soli, una sfida tra noi e la plastilina, nell’Improvvisazione non siamo più da soli, siamo un gruppo di persone, ognuna delle quali usa una mano e la propria fantasia in sinergia con gli altri per creare dal niente una storia.

Il percorso ci porterà attraverso alcuni esercizi a comunicare con gli altri anche senza l’uso della parola, a capire che quando si parla di ascolto, non si parla solo di orecchie, ma di occhi, tatto, percezioni e molto altro.

Con vari esercizi e varie improvvisazioni guidate proveremo ad amplificare le nostre capacità di ascolto e cercheremo di imparare ad ascoltare gli altri in ogni singolo respiro.

L’ascolto è una delle radici dell’improvvisazione, continuiamo ad innaffiarla.

Programma:
Cosa significa ascolto?
Esercizi per attivare e consolidare le nostre capacità di ascolto.
Chi sono gli altri e cosa stanno facendo?
Ascoltare e farsi ascoltare: come, quando e perché.
Immaginazione, visualizzazione ed elaborazione di ciò che ho visto, sentito o percepito.

 

IL NOSTRO CORPO PARLA PIU’ DELLA NOSTRA BOCCA
Luca Gnerucci - Teatro A Molla

Num. Max partecipanti: 16

Spesso ci troviamo in scena a sviscerare discorsi chilometrici senza sapere dove siamo cosa facciamo e cosa potremmo fare se solo lasciassimo fare al nostro corpo invece che parlare.
Le parole, spesso servono a ben poco e se non supportate dall’intenzione fisica, arrivano ai compagni e al pubblico, sotto forma di sproloquio che rallenta e incrina la nostra storia invece che sorreggerla.
Per questo c’è bisogno di allenare il “nostro fisico”!!

Il percorso ci porterà attraverso Bud Spencer ad esplorare Love Boat fino ad approdare al mondo magico del “senza parole”!!
Con vari esercizi e varie improvvisazioni guidate proveremo a controllare il nostro corpo e impareremo a rendere divertente un avvenimento senza aver bisogno di parole, ma solo mettendo in moto il vostro corpo.
Il nostro corpo possiede una sua memoria, lasciamola lavorare, ci sorprenderà!!

Programma
- Cosa significa sapersi muovere?
- Azioni e movimenti quotidiani: analisi, struttura e riproduzione
- Sono buono o cattivo? Intensità e coerenza corpo-parola
- Come rendere interessante un avvenimento anche “senza parole”
- Immaginazione, visualizzazione e utilizzo del mondo che mi circonda

 

 

 

 

STAZIONE POETICA

Omar Galvan

La Stazione poetica della Impro.
Forse un treno, forse un autobus, forse un porto...
Un "non-luogo" senza tempo, un punto di partenza e di fine per personaggi poco comuni.
Gioco di parole e corpo, di poesia e vertigine; "La stazione" é una long form che non ha l'obbligo di fare ridere.
Il lavoro nel workshop consisterà nella ricerca di una impro con costruzione di personaggi, strutture e testi, diversi dal lavoro classico della impro. 
"La Stazione" é una long form d´impro che Omar Argentino ha fatto in Messico nel 2004, dopo una lunga ricerca con un gruppo di professionisti messicani. Lo spettacolo "Impro no more" (La stazione + Circuito interior, due long form di mezzora ciascuna) ha partecipato a due festival: Festim Madrid 05 e Puerto Rico 05.

 

 

 

LABORATORIO DI ARTE COMICA

Francesco Brandi
Il lavoro dell’attore nella Commedia Teatrale

Corso di Teatro tenuto da Francesco Brandi

Il corso ha la finalità per l’allievo di comprendere quale tipo di recitazione sia adatta per affrontare i generi teatrali comici come la Commedia e la Farsa e approfondire le problematiche relative al lavoro dell’attore in questo specifico ambito.

Rivolgendosi ad allievi esperti nell’Improvvisazione teatrale, in particolare, il lavoro verterà su come sia possibile trasformare e adattare tale preziosa esperienza nell’affrontare gli obblighi testuali di un copione definito, senza sentirsi “schiacciati” dall’obbligo della battuta scritta.

E condurrà ciascuno progressivamente a “dimenticarsi” la differenza tra recitare il testo scritto o improvvisato, e a elaborare una propria personale tecnica per abituarsi a percepirli, testo scritto e testo improvvisato, come aspetti diversi e complementari di un medesimo lavoro d’attore, che porta ad arricchire presenza e autorevolezza sulla scena.

Il corso si sviluppa in modo laboratoriale, unendo una parte del lavoro dedicata a esercizi con una parte dedita esclusivamente alla messa in scena di uno spettacolo su testo.
Il testo verrà definito dopo il primo incontro di ottobre a seconda del numero di iscritti, e delle loro attitudini artistiche ed espressive.

Alcuni punti esemplificativi del programma:

  1. differenza metodologica tra recitazione naturalista e recitazione epica;
  2. elementi di didattica teatrale, la recitazione da Stanislavskij a Brecht;
  3. come si studia un copione teatrale, scena per scena, battuta per battuta;
  4. come si studia un personaggio;
  5. come si passa in unico flusso dall’improvvisazione al testo scritto e dal testo scritto all’improvvisazione;
  6. la messa in scena finale: tanti personaggi un unico obiettivo, la narrazione.

Date (non definitive):

1) 10-11 ottobre (6 ore per due giorni)
2) 14-15 novembre (6 ore per due giorni)
3) 5-6 dicembre (6 ore per due giorni)
4) 19-20 dicembre (6 ore per due giorni)
5) 6-7 febbraio (6 ore per due giorni)
6) 13-14marzo (6 ore per due giorni)
7) 20 -21 marzo (6 ore per due giorni)
8) 22-27 marzo (5 ore per sei giorni)

sabato 27 marzo: Saggio


 

 

 

L’ATTORE E LA MASCHERA NELLA COMMEDIA DELL’ARTE.

FABIO MANGOLINI

“Commedia degli Zanni”, “Commedia dei Buffoni”, “Commedia dell’Arte”. Siamo nella seconda metà del XVI secolo. Gli attori elevano il loro mestiere, fino allora considerato come basso ed infamante, al rango di arte portandolo in pochi anni dalle piazze ai luoghi di potere dell’epoca: le Corti europee.
L’arte dell’attore viene riconosciuta, è riconosciuto il professionismo del teatro. Gli attori creano personaggi vicino ai caratteri della gente, rubano dei tipi alla vita quotidiana e li rendono accessibili ad ogni pubblico, li rendono universali e per questo li stilizzano, li rendono grotteschi. Usano per il loro scopo le maschere.
È così che la maschera, di cui si trovano le radici nelle feste e nei riti dei Carnevali del Medio Evo, diventa oltre a mezzo grottesco anche strumento, utensile di lavoro, come quello di qualsiasi artigiano. La Commedia dell’Arte, d’altra parte, converte l’attore in artigiano del teatro capace di trasformare i materiali della vita quotidiana in un repertorio da utilizzare sulla scena. La Commedia dell’Arte passerà poi alla storia del teatro ance come “Teatro all’improvviso”. Per anni si darà al termine di “improvvisazione” un significato leggendario, come se tutto ciò che avvenisse sulla scena non fosse altro che il frutto dell’ispirazione dell’attore in un momento di folgorazione drammatica. Niente di più falso. E niente di più studiato e lavorato, addirittura cesellato, dell’improvvisazione dei commedianti del’Arte. Si trattava di vere e proprie partizioni che gli attori si passavano di generazione in generazione quasi fossero degli utensili, gli strumenti dell’arte. Venivano tramandati per “Centoni”. Questi erano una specie di breviari, preziosamente custoditi da ogni attore, contenenti estratti di scene, lazzi, giochi comici, canzoni, da cui gli attori potevano attingere al momento dell’improvvisazione. E il “Centone” di ogni attore si arricchiva nel corso della carriera che si legava indissolubilmente alla vita del personaggio che quell’attore interpretava.
Programma dello stage

Il corpo carnevalesco
- Training dell'attore attraverso l'uso di "motori", "ritmi", vettori", livelli d'energia".
- La respirazione efficace nell'attore/danzatore/mimo/acrobata/cantante.
- maschera come utensile
- Studio del corpo con la maschera.
- Improvvisazione con le maschere e studio dei personaggi.

La tecnica e il ritmo della Commedia dell'Arte
- Struttura della Commedia dell'Arte.
- "Entrate" e "uscite" di scena. Ritmo, ascolto, intensità.
- Il "ping-pong".
- Studio del "grommelot" o "triangolo linguistico
- Costruzione di un "lazzo".
- "Contrasto" fra due personaggi.
- Il "terzo entrato" (scene con tre o più personaggi).

Tecniche d'improvvisazione
- Improvvisazione con e senza maschera (anti-psicologico e psicologico).
- Studio della "situazione".
- Costruzione di scene classiche di Commedia dell'Arte.
- Creazione di un "canovaccio" di Commedia dell'Arte.

 

 

 

 

LABORATORIO TEATRALE

Cristiano Falaschi

Quest'anno, dopo il bel risultato del laboratorio di recitazione  del 2008, vorremmo "azzardare" un po' di più. Se l'anno passato, infatti, la scelta del testo per la messa in scena finale è stata fatta "in corsa" così da poter essere orientata sulla base del  livello di apprendimento dei partecipanti, oggi vorremmo proporre un laboratorio che avrà come punto di partenza proprio un testo:  "Le donne curiose" di Carlo Goldoni. 

Il laboratorio sarà aperto a 12 partecipanti, i quali cominceranno a lavorare già da subito sul testo di Goldoni che diventerà così il pretesto per lavorare sulla respirazione, l’uso della voce, i fondamenti della dizione, il movimento e la gestione del corpo sul palcoscenico, lo studio del personaggio e, ovviamente l'analisi e messa in scena di un testo teatrale.

La scelta è caduta sul questo testo goldoniano per alcune sue interessanti caratteristiche in particolare la commedia risulta molto ben bilanciata nel “peso” delle parti così da risultare una pièce corale, frammentata però in singole scene anche di due soli personaggi.

L’azione poi si svolge a Bologna e questo ci permetterà di divertirci volgendo a nostro favore ed usando in modo funzionale quelli che in altre situazioni sarebbero potuti diventare “problemi di dizione da risolvere”.

Infine la presenza di un variegata gamma di personaggi e di caratteri dovrebbe permettere a tutti di lavorare su un personaggio a se congeniale.

I partecipanti al laboratorio saranno selezionati dopo un colloquio conoscitivo (non lo vogliamo chiamare provino perché non sarà un provino!).

 

 

 

IMPROLIGHT (si svolgerà a Ravenna)

INSEGNANTE: Michela Baccolini

ImproLight è un percorso didattico pensato per coloro che, dopo il biennio scuola di base o dopo molti anni di corsi all'interno dell'associazione, non accedono alla scuola di specializzazione, per scelta loro o della direzione artistica, ma vogliono continuare a rimanere all'interno dell'Associazione e formarsi, soprattutto divertirsi ed eventualmente esibirsi, ma non con pubblico pagante.
L'aggregazione e al divertimento sono le principali finalità di questo percorso, che ogni anno può essere diverso, e nel quale l'ambizione non è quella necessariamente di fare spettacolo o esibirsi.
In ImproLight possono inoltre emergere caratteristiche e talenti in campi non necessariamente legati all'improvvisazione teatrale.
Si tratta di un percorso che si sviluppa in 4 appuntamenti al mese, da ottobre a maggio e che si svolgerà a Ravenna
 

 

 

 

 

 

2° anno SPECIALIZZAZIONE (ufficialmente da ott 2010)

Coloro i quali saranno promossi al termine del 1° anno di specializzazione dalla direzione artistica potranno accedere al 2° anno.

Potranno partecipare anche persone che per curriculum, formazione, et. non hanno partecipato a precedenti percorsi con l'associazione, ma che sono ritenuti idonei dalla direzione artistica generale.
Durante questo 2° anno la didattica virerà maggiormente verso la prosa brillante nei week end di approfondimento per proseguire da gennaio in poi, attraverso la scelta del corsista, in uno dei differenti percorsi di specializzazione proposti e curati da specialisti del settore (ancora in via di definiz.) quali: long form, short form, cabaret, commedia, cortometraggio (event. altri) e che porteranno a delle produzioni Belleville di spettacolo

Si tratta di un anno aperto anche allo scambio con scuole esterne al movimento nazionale riconosciute (Galante Garrone, ITC, et..ad es)

Le lezioni saranno così strutturate:

da ottobre a dicembre:

  • 4 lezioni al mese infrasettimanali (una la settimana dalle ore 21.00 alle 23.30 giorno da stabilire) + 2 stage il weekend obbligatori di approfondimento materia specialistica.

da gen a maggio

  • scelta percorso specilizzazione (in via di definiz)
    • commedia
    • short form
    • long form
    • cabaret
    • altro

 

Il calendario dopo dicembre è da stabilire con il/la docente regista comprese prove e spettacolo produzione Belleville.

 

 

 

 

iCal - Importa gli eventi Belleville nel tuo calendario! Appuntamenti/News
 
Iscriviti alla Newsletter

Spazio Video
Associazione Culturale Belleville
Sede Legale - Via de' Carracci - 6/B, 40129 Bologna
Sede Operativa - Via Scipione dal Ferro, 4, 40138 Bologna
Tel. 051 35.83.50 - Fax. 051 415.72.36 - P.iva 01890331208

in collaborazione con:
villaggio del fanciullo
BJMaster Tutti i diritti riservati
Powered by BJMaster